Cancro, 3 malati su 4 vogliono continuare a lavorare. Volontari e imprese insieme per il reinserimento

La Stampa del 17/05/2011

Sono circa 690mila in Italia persone con diagnosi di cancro in età lavorativa. Un esercito.
Ma chi si ammala vuole continuare a lavorare, a essere parte attiva della società. Ecco ciò che chiedono 3 malati su quattro, senza magari sapere che esistono norme che prevedono specifiche tutele e facilitano il reinserimento, considerando per esempio, il passaggio al part time.

AIOM News n. 350 del 17/05/2011

Tutti i farmaci antitumorali autorizzati dall’AIFA devono essere immediatamente disponibili nel territorio nazionale. L’accordo siglato dalla Conferenza Stato-Regioni il 18 novembre 2010 ha reso più semplici e immediate le procedure d’introduzione per quelli che possiedono il requisito dell’innovatività terapeutica (non è, infatti, più necessario il preliminare inserimento dei prodotti nei Piani Terapeutici Regionali, che determinava evidenti disparità territoriali). Ma, per superare, le difformità regionali, è necessario fare un ulteriore passo in avanti. E’ quanto ha sottolineato la FAVO in occasione della VI Giornata nazionale del malato oncologico tenutasi lo scorso 12 maggio.

Il Sole 24 Ore Sanità del 17-23 maggio 2011

Le cure non sono uguali per tutti in Italia. Un’impietosa verità che diventa ancora più dolorosa per malattie micidiali come i tumori. E così, nonostante diversi passi in avanti - dalla recente approvazione del piano oncologico all’immediata disponibilità, almeno sulla carta, dei farmaci antitumorali innovativi - le cure restano inaccessibili per tanti italiani malati oncologici. Dai posti letto alla radioterapia fino ai medicinali: troppe restano le diseguaglianze in Italia. Tanto che molti fanno le valigie e vanno al Nord per curarsi e molti altri sarebbero pronti a partire nel caso si ammalassero, magari andando anche oltre frontiera.

Ufficio Stampa FAVO - 14/05/2011

Sono entrate nel vivo le sessioni di lavoro della VI Giornata nazionale del malato oncologico. Tra i temi discussi oggi anche quello della conservazione del posto di lavoro per chi viene colpito dal cancro. Spesso le cronache, infatti, registrano che quando si ha a che fare con malattie croniche o fortemente invalidanti, come  le neoplasie,  si perde anche l’impiego. E questo perché i costi che l’impresa deve affrontare vengono considerati troppo onerosi. Dal 2008, però, con la Risoluzione del Parlamento europeo sulla lotta al cancro qualcosa è cambiato.

Dal III Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologi emerge tutto il divario tra le diverse aree del Paese. Al Nord ci si ammala molto di più, ma il tasso di sopravvivenza è superiore del 3%. Dipende dalla quantità di strutture specialistiche e dalla qualità dell'assistenza sul territorio. I viaggi della speranza partono soprattutto dal Meridione

Repubblica del 12/05/2011