Dall'articolo di Chiara Buccione (Agenzia Dire) del 3 luglio 2021:

Nel febbraio 2019 è stata approvata dalla Commissione Medica Superiore dell’Inps la Comunicazione Tecnico Scientifica relativa alle donne con mutazioni Brca. Focus del documento sono gli esiti chirurgici degli interventi di riduzione del rischio previsti da linee guida e Pdta (Percorsi Diagnostici, Terapeutici e di Assistenza Regionali Per l’Alto Rischio Eredo-familiare), che vengono indicati per le donne malate e sane ad elevato rischio di tumore, come forma di prevenzione. Oggi Inps riconosce una percentuale di invalidità per chi si sottopone alla chirurgia profilattica, che comporta una ‘mutilazione di organo’ ed è motivata dall’alto rischio genetico. Per le donne che scelgono di non sottoporsi alla profilassi chirurgica e di limitarsi alla sorveglianza intensificata è prevista un’invalidità solo per gli eventuali risvolti delle patologie psichiatriche, correlate alla condizione di soggetto ad alto rischio di tumore. [...]

Capita però, come emerge da diverse storie segnalate dalle associazioni di pazienti di tra cui la Dire ha scelto alcune testimonianze, che in ambito regionale spesso queste linee guida non vengano adottate al 100%, e che anche in commissioni diverse nella stessa regione le valutazioni possano essere eterogenee. [...]

FAVO e Mutagens hanno fatto il punto sull'applicazione della Comunicazione Tecnico Scientifica del 2019.

Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO, ha dichiarato: "La comunicazione Inps del 2019 ha avuto una portata innovativa rilevante nel sistema di welfare italiano basandosi sulle più recenti innovazioni in campo medico-scientifico che hanno portato e, sempre più porteranno, cambiamenti di approccio nella diagnostica, nella sorveglianza attiva e nei trattamenti profilattici delle persone a rischio oncologico. È per questo fondamentale che le indicazioni date dall’Inps vengano conosciute ed applicate in maniera uniforme da tutte le commissioni medico-legali sul territorio."

Per Salvo Testa, presidente Mutagens, "il processo decisionale delle Commissioni Inps presta il fianco ad una eccessiva discrezionalità a livello regionale e addirittura a livello di singola Commissione, creando ingiustificate disparità di trattamento tra pazienti in condizioni simili."

Leggi l'articolo originale su Dire.it

 

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