1.1.  Il cancro non ha confini: il ruolo dell'Europa

di Francesco De Lorenzo, FAVO

Dal “Rapporto sulla salute in Europa 2012: Tracciare la via verso il benessere”, pubblicato dall’OMS, emerge che i tumori hanno sostituito le malattie cardiovascolari come principale causa di morte precoce in 28 dei 53 paesi europei. Nel 2012, i nuovi casi di cancro in Europa sono stati 3.450.000, con 1.750.000 morti, pari a 3 decessi al minuto, stimati nel 2035 a 6 al minuto. Nel recente studio EUROCARE-5, basato su 93 registri dei tumori di 23 paesi europei, in aggiunta ai dati precedentemente indicati, vengono messe in evidenza, tra i diversi stati europei, grandi e gravi disparità di sopravvivenza al cancro che rifl ettono le disuguaglianze in materia di organizzazione sanitaria e di spesa pubblica, oggi fortemente acuite dalla grave crisi economica che attraversa l’Europa. Il peso economico del cancro in Europa, stimato intorno ai 126 miliardi nel 2009, è rappresentato per il 39% dai costi diretti di assistenza sanitaria e per il 61% dalla perdita di anni produttivi dovuti all’invalidità o alla morte anticipata.

La disparità esistente è ben evidenziata dalla spesa media europea per la cura del cancro per cittadino pari a 102 euro, rispetto a quella della Bulgaria (16 euro), Romania (20 euro), Polonia (37 euro), Portogallo (53), Gran Bretagna (85), Spagna (94), Francia (110), Italia (114) e Germania (182).1 La rilevanza di questi dati impone immediate iniziative e decisioni che non possono essere affrontate e risolte dai singoli stati europei ma richiedono un diretto coinvolgimento del Parlamento e della Commissione Europei. Se è vero che la salute non è materia di esclusiva competenza comunitaria, è altrettanto vero che dai primi anni novanta, a partire dall’approvazione del Trattato di Maastricht, il Consiglio dell’Unione Europea ha chiesto alla Commissione di presentare con urgenza un piano complessivo di misure che realizzino gli obiettivi indicati nell’art. 129 del Trattato, comportanti in particolare:

- individuazione degli alti rischi e delle popolazioni a rischio sanitario;

- indicazione dei parametri minimi di tutela sanitaria che ogni Stato membro.

 

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