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Secondo capitolo

2. Rapporto 2014 dell'Osservatorio

2.1. La crisi economica e la spending review

Nella legge fi nanziaria del 2014 il problema della spesa sanitaria è stato affrontato in un modo diverso rispetto agli anni precedenti. Non sono stati adottati, come di consueto, tagli lineari alle principali componenti della spesa in quanto è stato previsto che il contenimento degli oneri a carico del bilancio statale per la tutela della salute dei cittadini sia perseguito rendendo effettivamente operativa l’iniziativa della “Spending review”, già tentata invano dall’ex Ministro dell’Economia Padoa Schioppa nel 2007, ai tempi del secondo governo Prodi, e poi ripresa, senza miglior esito, dal governo Monti. Per rendere questa volta reale ed effi cace la misura, il Consiglio dei Ministri ha contestualmente nominato un Commissario ad hoc, incaricandolo di dare immediata attuazione all’operazione. La scelta del Commissario è caduta sul dott. Carlo Cottarelli, proveniente dal Fondo Monetario Internazionale.

Con il termine “spending review” (o, in italiano, “revisione della spesa”) si fa riferimento al processo attraverso il quale aziende o istituzioni pubbliche analizzano le varie voci di spesa alla ricerca di sprechi da eliminare e di procedure suscettibili di essere ottimizzate, con effetti positivi in termini di contenimento della spesa o di aumento della sua produttività. Molti economisti tengono a sottolineare che nella revisione della spesa non deve essere valutato solo l’ammontare dei costi, ma anche, contestualmente, la “causa” che li genera. Nel suo primo intervento il Commissario Cottarelli ha sottolineato che la spending review deve servire anche per una valutazione sulla qualità delle spese. “I processi di revisione della spesa – ha scritto – sono spesso visti in Italia come mere operazioni di riduzione della spesa.

Ma le spending review mirano in primo luogo ad una valutazione della qualità della spesa pubblica, di quello che nei paesi anglosassoni si chiama “value for money”, cioè l’uso delle risorse pubbliche per produrre servizi che servano davvero al cittadino e che valgano il carico che inevitabilmente essi richiedono al cittadinocontribuente. L’enfasi – scrive Cottarelli – è quindi sulla qualità della spesa e non necessariamente e solo sul suo volume”. “Le spending review – si legge sempre nel blog del Commissario Cottarelli – sono una componente di un nuovo approccio alla gestione della spesa pubblica, quel “performance budgeting” che è la preparazione del bilancio sulla base della “performance”, cioè dei risultati che si vogliono ottenere e non semplicemente dell’allocazione dei fondi a diversi percettori pubblici e privati.

Questo approccio richiede di definire in modo chiaro e trasparente gli obiettivi che si vogliono raggiungere con i vari programmi di spesa; chiarire perché tali obiettivi sono importanti; defi nire degli indicatori (o altri processi equivalenti) per capire ex post se gli obiettivi sono stati raggiunti e se il programma di spesa è stato effettivamente utile. In questo processo, la spending review è solo l’ultima fase, quella in cui si valuta se i programmi di spesa siano stati validi, se vadano continuati o se le risorse debbano essere destinate ad un uso migliore”. Si è ritenuto necessario approfondire esaurientemente il signifi cato e le implicazioni del termine “spending review” perché il contributo che l’Osservatorio intende fornire si sviluppa in piena assonanza con le puntualizzazioni sopra riportate, concernenti il “performance budgeting”.


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