Sommario

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1. Le ricadute positive del precedente Rapporto FAVO - Censis.

Il Rapporto FAVO-Censis, presentato lo scorso anno, ha prodotto esiti positivi di rilievo. Tra essi l'emanazione della legge 102/2009 che, come suggerito dalla FAVO, ha trasferito all'INPS tutte le competenze in materia di pensioni d'invalidità civile, preludendo ad una drastica riduzione dei tempi di svolgimento delle pratiche (pag.148); la riorganizzazione del settore medico legale di quell'Istituto e l'informatizzazione telematica delle procedure per richiedere il riconoscimento (pag.109); la costituzione dell"'Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici", per rendere permanente la rilevazione delle difformità assistenziali (pag. 12).

 

2. L'impatto sociale ed economico dei tumori nella società italiana (pag. 16)

Ogni anno i nuovi casi di tumore determinano nel nostro Paese un impatto economico, in termini di spese sanitarie e perdita di produttività, pari allo 0,45 % del Pil, secondo una stima fondata su parametri di ricerche internazionali. Il dato italiano è superiore a quello di Regno Unito (0,38%) e Spagna (0,26), ma inferiore a quello di Germania (0,66%) e Francia (0,59%). Visti i tassi attesi di crescita delle patologie tumorali (+12% di nuovi casi annuali nel periodo 2009-2020 in Italia), occorre monitorare come evolverà il connesso impatto sociale ed economico di tali patologie, così da potere definire politiche sanitarie e sociali utili a migliorare la qualità della vita di pazienti, familiari e di tutte le comunità coinvolte; per questo è essenziale in questa fase promuovere una grande ricerca nazionale sul tema, gestita dal Censis con la collaborazione dell'Osservatorio (pag. 29 ), che consenta di individuare i costi sanitari e sociali effettivi legati ai tumori che si determinano nel nostro Paese, fissando anche in che misura gli effetti di tali patologie possono condizionare negativamente le traiettorie produttive e di crescita dell’economia italiana.

3. La rappresentazione grafica dei modelli regionali di assistenza ai malati di tumore

Sono presentate delle "sinossi grafiche" per ciascuna Regione, che rendono evidenti le difformità assistenziali e le carenze strutturali in materia di assistenza ai pazienti oncologici e che serviranno a monitorare cosa accadrà con l'attuazione del federalismo fiscale (pag. 90)

4. Le difformità nella messa a disposizione dei farmaci innovativi

Rispetto al rapporto dello scorso anno viene confermata una sostanziale difformità tra Regioni, sia nella composizione dei Prontuari terapeutici ospedalieri regionali, sia nelle modalità di composizione e di funzionamento delle Commissioni tecniche preposte agli stessi (pag. 77). Inoltre vi è un significativo ritardo nella messa a disposizione dei nuovi farmaci antitumorali approvati dall'AIFA (pag. 81). I "tempi mediani" di ritardo tra l'approvazione dell'AIFA e l'inserimento nei Prontuari regionali possono sembrare contenuti in pochi mesi. In realtà, se si osservano i valori massimi di tale intervallo di tempo, si rileva che vi sono variazioni rilevanti rispetto alla mediana (50,5 mesi per il Cetuximab; 45,4 mesi per l'Ibritumomab; 36,3 mesi per il Sorafenib, etc.) (pagina 81). In altre parole, anche da questa comparazione risulta che vi sono farmaci per i quali, prima della dispensazione in una Regione, si registra un ritardo anche di anni. I motivi non possono essere individuati negli aspetti scientifici (efficacia dei farmaci), già ampiamente giudicati dall'AIFA, ma in questioni di natura organizzativa ed economica, cioè nell'intento di contenere la spesa, differendo nel tempo la concedibilità dei farmaci (pag.84).

5. L'inadeguato riconoscimento dei costi reali per i ricoveri ospedalieri e nei day hospital

Che i DRG oncologici (cioè le tariffe riconosciute agli ospedali dalle Regioni per i ricoveri dei pazienti affetti da tumore) non coprano i reali costi delle cure oncologiche è abbastanza noto. Viene evidenziato in che misura questo fenomeno avviene (pag. 60). Per ogni paziente oncologico preso in carico, il costo reale rispetto al riconoscimento tariffario del DRG corrispondente subisce una perdita media del 32%. (59% per i ricoveri ordinari e 25 % in regime di day hospital). Si rende necessaria, pertanto, una revisione dei DRG, onde renderli più rispondenti alle realtà attuali, ed il lavoro riportato può rappresentare la base da cui partire.

6. Carenze e differenze in materia di riabilitazione alle donne operate di tumore al seno

Da una indagine svolta interrogando i medici oncologi associati all'AIOM sulla presenza di servizi di riabilitazione specifici per le donne operate di tumore al seno, (ancorchè non valida come campione riferibile all'intera realtà nazionale, perché non effettuata su base di popolazione) emergono tre indicazioni: il tema della riabilitazione oncologica merita di essere approfondito con una rilevazione ad hoc riferibile alla popolazione ( pag. 126); permane una carenza generale di servizi di riabilitazione ed inoltre i dati raccolti segnalano forti differenze tra aree geografiche del Paese (pag. 131); le carenze istituzionali vengono sovente supplite dall'iniziativa del volontariato oncologico, che nella macro area Sud ed Isole arriva a coprire il 20 % dei servizi attivi (pag.133).

7. Esiti e stato d'avanzamento delle iniziative annunciate nelle precedenti Giornate nazionali del malato oncologico

Con questa rassegna viene dato conto alle Assemblee delle Giornate del malato oncologico di quale esito hanno avuto, o qual è lo stato di avanzamento, delle segnalazioni formulate in occasione delle precedenti Giornate (pag 140.)

 

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