Grazie all’impegno della Sen. Donella Mattesini, da sempre molto attenta ai bisogni nutrizionali dei malati oncologici, il Segretario Generale di FAVO Elisabetta Iannelli ed il Direttore Laura Del Campo sono state ricevute oggi, 15 febbraio, dalla Presidente Sen. De Biase e da alcuni componenti della Commissione Igiene e Sanità del Senato ed hanno esposto le ragioni della richiesta della FAVO affinché la nutrizione parenterale domiciliare venga inserita nei LEA.

Ad oggi, infatti, sebbene questa sia universalmente riconosciuta come terapia salvavita, non è inclusa nei LEA ed è erogata con inaccettabili difformità regionali. La nutrizione parenterale domiciliare è supportata da evidenze scientifiche in termini di benefici clinici  di sicurezza e di sostenibilità’ economica notevoli ed è inserita in tutte le linee guida nazionali ed internazionali. Tale terapia evita il protrarsi dell’ospedalizzazione e facilita la reintegrazione familiare, sociale, scolastica e lavorativa del malato riducendo sensibilmente la spesa sanitaria regionale e nazionale.

Nel corso dell'audizione in commissione, FAVO ha illustrato anche la Carta dei diritti del paziente oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale, realizzata dalla Federazione insieme all’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la Società Italiana di Nutrizione e Metabolismo (SINPE). La Carta è un decalogo che illustra, in modo semplice ed immediatamente comprensibile, ai malati oncologici i corretti principi in tema di nutrizione. L’obiettivo è di fornire informazioni ai pazienti ed ai loro famigliari sull’alimentazione e sul diritto a ricevere corrette prescrizioni nutrizionali durante tutto il percorso terapeutico oncologico.

Per la Commissione Igiene e Sanità erano presenti, oltre alla Presidente Sen. De Biase e alla Sen Mattesini, le Senatrici Dirindin, Granaiola, Silvestro e il Sen. Bianco, ai quali rivolgiamo il nostro più sentito ringraziamento.

 

Rassegna stampa

Oncologia. Favo: “La nutrizione parenterale domiciliare sia inserita nei Lea. È una terapia salvavita” - notizia su Quotidiano Sanità